in primavera, tacchi bassi, borsa leggera messa a tracolla, mano nella mano, giù per via luisa sanfelice fino a via viannelli, scendere per il petraio, i gradini di santa maria apparente (“a parete”, in origine, c’era una madonna dipinta sul muro), il corso, san carlo alle mortelle (da “mirto”, quanti nomi ingannevoli per i non napoletani e i napoletani stessi), le rampe di brancaccio. e arrivi a chiaia. in meno di mezz’ora. una discesa perpendicolare. con scorci inaspettati. l’ombra delle foglie della vegetazione fittissima che s’annida in questi posti sconosciuti e meravigliosi. dietro lo spigolo di un palazzo l’azzurro del mare. mano mano che scendi inizi a sentirne il profumo. non c’è smog per questi sentieri, solo l’odore di cucinato, sempe buono, della gente che vi abita.
(via exibart.com)
