
Mugs by Teo Zirinis

Mugs by Teo Zirinis
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No, non è fully decent. È proprio bello.
Poly – Behance Network
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Poly – free web font on the Behance Network.
Anche Google font. Fully decent :)
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L’unica cosa di cui si può essere ritenuti colpevoli, è di aver ceduto sul proprio desiderio
J. Lacan
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95% of web design is typography
Miranj: Typography for the Web
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Ecco! Questa per me è la vita di coppia. Io che mi faccio beatamente i cazzi miei (personal care) e lui che fornisce dose extra di leccate.
A pair of Boreal lynx groom each other on a rocky hilltop at the Cabarceno wildlife park in Villaescusa, Spain…
Picture: Marina Cano / Barcroft Media (via Pictures of the day: 24 January 2012 - Telegraph)
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Pareva una vacanza del sentimento
un pensiero involontario,
una tregua.Fra altri volti ora te ne vai
voce che credevo vera,
che più non odo.Perchè ora scrivo?
Sei stata, per qualche tempo
– non so per quanto –
l’altra cercata
per i buoni, i cattivi giorni.Cosa ti scrivo,
Giovanni Piccioni, Voce Dimenticata
ora, che t’ho dimenticata?
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Dingbats, o come si vogliono chiamare adesso: pictograms, icon fonts.
Forse per togliergli quell’alone di unto che da sempre si portano dietro in qualità di barbatrucchi per grafici mediocri. Questo punto interrogativo qui a sinistra è un dingbat (ma è un’immagine e non un testo, il grafico mediocre ha la coscienza a posto).

immagine da Pictos.cc
Utilizzare dei dingbats in forma di webfonts (per ottenerne delle simil-icone vettoriali) può sembrare il massimo: è imageless, hai dei pittogrammi perfettamente scalabili (wow, responsive), puoi controllarli via CSS (dimensione, colore, opacità) evitando di caricare una miriade di piccoli file sul server, risparmiando banda. Icon Fonts are Awesome.
Sembra tutto molto vantaggioso, forse in una webapp è anche giustificabile, ma semanticamente è un orrore (immaginate una A che viene visualizzata come una casetta o una stellina o un uccellino twittante) e come usabilità è improponibile.
Dell’usabilità ce ne freghiamo un poco tutti, mettiamo avanti la resa estetica perchè nell’immediato è più gratificante. Siamo tutti discretamente vedenti, discretamente udenti.
Andrebbe invece pensata, l’usabilità, senza scinderla dal concetto di accessibilità. Non occorre essere zeloti della semantica nella struttura e nel markup di una pagina, basta immaginare Siri che vi legge un testo da una pagina web mentre, vedenti e udenti, fate jogging. Pensate a quella A in forma di uccellino. Siri leggerà: mandami una reply via A. È così con ogni screenreader.
Su Twitter mi segnalano sul tema anche questo articolo, che poneva il problema già un anno e mezzo fa: Dingbat Webfonts: Great potential, but we see (and hear) accessibility issues | Filament Group, Inc., Boston, MA.
Azz, fa lo stesso esempio della A. Giuro, non ho copiato :))
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(via Panda photo gallery by Zhou Mengqi | Discover Wildlife)
Un pandarello che ho fatto tempo fa:
You like it? You got it (.icns per Mac OSX) ✔
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Hopper è uno dei pochi che dice la verità dell’America.
Colm Tóibín dice più o meno: trascorro tre mesi all’anno in America, e non importa dove tu sia, in California come a New York, alle 7 di sera ti assale una certa tristezza, un senso di immobile solitudine, e l’unico passo successivo è la pagina bianca.
Edward Hopper, Hotel by a Railroad, 1952
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è materiale che scade, è fatto d’amore
Michele Fianco
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anche se lontana sei sempre in me presente;
perché non puoi andare oltre i miei pensieri
e sempre io son con loro ed essi son con te;
o se essi dormono, in me la tua visione
desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.
W.S. Sonetto 47
(Fonte: youtube.com, via laragazzablu)
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La pomposità di questo brano è francamente insopportabile e al limite del ridicolo (patetismo tedesco tipico). Però…
Da 1:15 rallenta e rimane sospeso un attimo, prima di sfociare in quel Blaaaanziflor et He-le-na. E lì si alzano quelle onde lente e basse degli archi. Ti scavano nel petto. Rendono sopportabile tutto il resto. Come certi momenti della vita.
E poi questa donna cantata che è insieme Venere e Madonna, Biancofiore ed Elena. Da morire :)
Carl Orff - Carmina Burana - 24. Ave Formosissima (by DumbWaiters)
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e il tuo ricordo è come brace viva
Jorge Luis Borges
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani.
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